GENERATORE DI ENERGIA SOCIALE PER IL RHODENSE

#Oltreiperimetri è un progetto di Welfare di Comunità del territorio del Rhodense.
Nasce per individuare e mettere in atto nuove modalità d’intervento e di azione sociale, a partire dal coinvolgimento di tutte le energie disponibili sul territorio.
Intende essere, insomma, un reale generatore di nuova energia sociale.

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I volti di #OP



Federico Gaudimundo

Il lato serio: #oltreiperimetri è stata, è, una sfida affascinante: come un viaggio verso l’ignoto che nel tempo ha preso forma. E la forma è stata quella di un movimentò di persone, associazioni, operatori, amministratori e cittadini che si sono spesi senza risparmiarsi, per costruire insieme alcune risposte ai bisogni e ai problemi con cui occorre confrontarsi quotidianamente. I risultati cominciano a essere significativi e ogni giorno siamo pronti a rilanciare nuove progettualità. Raramente, inoltre, mi è capitato di lavorare con questo entusiasmo insieme a collaboratori dal grande valore professionale e umano. Credo di essere un privilegiato.
Il lato sgurz: la socialità, i legami, richiedono costanza e frequentazione, anche e soprattutto nei momenti informali. Il tributo che sto pagando al colesterolo e ai kg presi nelle feste che animano gli #op café, credo che lo pagherò negli anni a venire.
Mia madre -già sono anni che non capisce che diavolo di lavoro sia il mio – ora si chiederà anche perché faccia così ingrassare!



Chiara Zappa

Mi chiamo Chiara e sono coordinatrice delle équipe territoriali di #OP. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione ho iniziato a lavorare nel sociale come educatrice sia in contesto scolastico che familiare, con bambini e adolescenti.  Da quasi 5 anni lavoro in #OP insieme a cittadini, associazioni, amministrazioni, provando a facilitare il processo di elaborazione di bisogni e desideri e a stimolare l’attivazione delle persone coinvolte. Questo lavoro mi entusiasma per i suoi risvolti creativi, inaspettati e spesso sorprendenti: le persone, se messe nelle condizioni di poterlo fare, possono rivelare tesori, sanno prendersi cura degli altri, tessere reti preziose, sono in grado di vedere che un posto più bello, con l’impegno di tutti, è possibile. Io in questi anni, dai miei colleghi e dalle persone che ho incontrato lungo il cammino ho imparato tantissimo. Le storie di ciascuno sono state uno stimolo e una fonte di crescita, non solo professionalmente ma forse, ancor di più, dal punto di vista personale e umano. Si, ho ricevuto moltissimo e ho imparato più di quanto mai potessi credere e ora…non voglio più smettere! Sono appassionata, caotica, creativa.



Alessandro Belotti

Mi chiamo Alessandro e sono un community manager di #OP. Ho studiato Scienze dell’Educazione  all’Università Bicocca di Milano e, contemporaneamente, ho lavorato nell’ambito delle Politiche Giovanili oltre che come animatore di strada. Sono entrato nella squadra di #OP fin dall’inizio di questa avventura ed ho percepito da subito grande fermento. Avevamo davanti a noi l’opportunità  di progettare, innovare, sperimentare. In questi anni ho girato un po’ tutti i comuni del rhodense ma, oggi, mi occupo prevalentemente di alcuni laboratori di comunità di Settimo Milanese ed Arese. In questo lungo periodo ho avuto modo di collaborare anche con l’”équipe lavoro” su alcune azioni sperimentali come “Generazioni d’impresa”, finalizzata al supporto di start up. Mi occupo della gestione del coworking e mi affianco, con il ruolo di facilitatore, a gruppi di cittadini che intendono sviluppare buone prassi di generazione di legami sociali. Partecipo alla redazione del nostro periodico “Hula Hop”, perchè raccontare le cose belle che succedono nel rhodense è una parte essenziale di questo lavoro. La definizione più appropriata del mio ruolo l’ha data un ragazzo di Settimo che mi ha definito il “tira-in-mezzo”. Tre aggettivi per descrivermi? Accogliente, paziente, bizzarro.



Tatiana Cogliati

Sono Tatiana e sono un’educatrice finanziaria. Sono laureata e ho conseguito un Master in Mediazione Linguistica e Culturale. Entrata nel sociale inizialmente come educatrice e mediatrice interculturale, ho dapprima lavorato come consulente finanziaria in banca. La proposta di lavorare in #OP come educatrice finanziaria all’interno di un’équipe dedicata arrivò nel 2016 e per me fu un mix di emozioni, dall’eccitazione di far parte di un progetto di grande utilità sociale alla paura di riprendere in mano concetti economico finanziari, da cui anni prima ero fuggita coi mal di pancia. Col tempo fu una vera rivelazione… ed è una rivelazione tuttora vedere giornalmente quanto questa professione sia esattamente ciò che mancava all’interno delle relazioni di cura. Nel mio lavoro, infatti, non ci si focalizza sul denaro, bensì sul futuro delle persone, ricordando a chiunque, soprattutto a chi se lo è dimenticato perché sopraffatto dagli eventi della vita, di avere a disposizione competenze personali che devono solo riemergere.  Mi definisco caparbia, intraprendente, libera.

 



Marta Carli

Tiziana, 49 anni: “Marta, hai deciso cosa vuoi fare da grande?”       Marta, 13 anni: “Certo Tizi, l’educatrice professionale”.

Ciao, sono Marta, ho 30 anni e non ho ancora cambiato idea. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, ho iniziato a lavorare in diversi servizi educativi, tra cui una comunità di adolescenti in Madagascar che mi ha dato la spinta per specializzarmi in educativa territoriale. Dopo un master e l’inserimento in #OP nel 2015, ho capito che quella era davvero la mia strada. Ho visto nascere e crescere il progetto dall’interno: ricordo ancora oggi la prima équipe in un Palazzo Granaio vuoto e abbandonato. Ho vissuto tutti i giorni una nuova avventura, raccogliendo storie di vita e incontrando persone di diverse età e provenienza, con la pretesa di creare connessioni e costruire ponti tra loro e le realtà che abitano, gli spazi che attraversano ed i bisogni impliciti ed espliciti che portano. Mi metto in ascolto e mi lascio stupire, cercando con loro soluzioni nuove ed efficaci. Sono un’eterna ottimista, penso che nella vita volere è potere ed adoro non avere una giornata uguale all’altra.

I nostri primi tre anni